Ambiente 

La storia della manta (o mobula) che si arena in spiaggia a Sturla e viene aiutata dai cittadini a riprendere il mare – VIDEO

Le chiamate per i soccorsi non sembravano poter garantire un intervento immediato, ma il pesce era ormai a riva e rischiava di morire. Così diverse persone non ci hanno pensato un attimo a gettarsi in acqua per salvare l’animale

Sopra il primo video che ci è arrivato via whatsapp, con la richiesta del contatto di qualche ente o associazione che potesse salvare il povero animale. Le persone presenti, visto che non riuscivano a contattare qualcuno che potesse intervenire, non si sono perse d’animo e, come mostra il video sotto, postato su Facebook dai Bagni Sturla si sono date da fare. «Questa mattina una manta è spiaggiata sulla spiaggia di Sturla e grazie all’aiuto del nostro Jonny Camacho è riuscita a riprendere il mare»: questo il messaggio sulla pagina social dello stabilimento balneare.

Anche la Società Sportiva Dilettantistica Pesca Sturla ha postato un video, con la manta (o, come diremo sotto, la mobula) che aveva finalmente riguadagnato il mare aperto.


Non sappiamo se si trattasse di una manta o di una mobula, che resentano alcune differenze. La prima è la posizione della bocca, che nella mobula è situata sotto il capo (ventrale), a differenza delle mante, che la possiedono frontalmente. Inoltre, le Mobula sono dotate di denti su entrambe le mascelle, un dettaglio anatomico che le distingue ulteriormente. Un’altra peculiarità riguarda la presenza (non in tutte le specie) di un aculeo caudale velenifero, simile a quello delle razze. Ad esempio, Mobula mobular ne è provvista, mentre Mobula hypostoma ne è priva. Si tratta di una caratteristica difensiva che, pur evocando timori infondati, raramente rappresenta un pericolo per l’uomo.

Ieri un’altra mobula stava per spiaggiarsi a Riva Ligure, qualche giorno prima ha fatto un esemplare (non si sa se sia lo stesso) è arrivato in spiaggia a Sanremo.

La mobula rafinesque è un genere di elasmobranchi appartenente alla famiglia Myliobatidae. È nota, comunemente, come diavolo di mare. Con le lunghe pinne sembrano volare nell’acqua. Secondo la ong Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

Mobula, il gigante gentile dei mari che rischia di scomparire

Affascinante ed elegante, la mobula – conosciuta anche come “diavolo di mare” – è una delle creature più suggestive degli oceani. Nonostante le dimensioni imponenti, si nutre di plancton e piccoli crostacei, che filtra attraverso le branchie. A facilitare la cattura del cibo sono le pinne cefaliche, che fungono da guida per convogliare l’acqua carica di nutrimento verso la bocca.

Accanto a questi minuscoli organismi, la dieta della Mobula include anche piccoli pesci pelagici, spesso raccolti in banchi, che vengono ingeriti mentre nuota a bocca aperta, sfruttando un sistema di filtraggio naturale altamente efficiente.

Nonostante la sua natura pacifica e l’importanza per l’equilibrio degli ecosistemi marini, la Mobula è oggi classificata a rischio d’estinzione dalla Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), a causa della pesca intensiva e della crescente pressione ambientale. Un simbolo della bellezza marina che, se non tutelato, rischia di sparire per sempre dalle nostre acque.

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